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lunedì 15 marzo 2010

DIMOSTRAZIONE DI KYUDO A MUSANG AM


SABATO 20 MARZO alle ore 16.30, al Monastero MUSANG AM di Lerici si terrà una dimostrazione di KYUDO, tiro con l'arco giapponese, presentato dal C.F.F.S. KYUDO COGOLERTO (www.kyudo.net)

Kyudo tradotto letteralmente dal giapponese significa “Via dell'arco” ed è tra le più antiche e nobili discipline marziali, specchio della mente e del cuore.
Non è una religione ma risente, comunque dell'influenza delle due maggiori scuole filosofiche giapponesi: lo Shintoismo, la più antica, e lo Zen, che ha esercitato la maggior influenza sul Kyudo.
Di certo il Kyudo non può essere considerato uno sport.
L'arco giapponese, nato come arma, nei secoli ha perso questa sua prerogativa pratica per divenire uno strumento di realizzazione spirituale.
Anche se ad uno spettatore estraneo a questa attività il tiro con l'arco giapponese può sembrare una sequenza di movimenti piuttosto semplice, il Kyudo è non dimeno una “Via” ardua, di una intensità e profondità percepibile soltanto da chi la pratica.
E' dunque difficile far capire che cosa è realmente la Via dell'arco.
Una esperienza che, nell'attimo dello dello sgancio, unifica tutto ciò che di percepibile ci circonda; che consuma a poco a poco, freccia dopo freccia, la convinzione propriamente umana, che le cose siano indipendenti tra loro.
Un'arma contro l'illusione.
Praticare il Kyudo è anche capire che solo vincendo il grossolano desiderio di colpire il centro riusciamo a raggiungerlo: esso è il riflesso del nostro cuore vivente proiettato come un miraggio fuori di noi, di fronte a noi, che c'invita e ci sfida con l'arma di una illusoria apparenza a riconquistarlo.
Per molto tempo perderemo questa sfida.
La meta ci apparirà lontana e difficile, distante e imprendibile, poi si offrirà a noi, c'illuderà e poi si perderà ancora.
L'unica Via praticabile per la nostra crescita sarà l'umiltà: unica difesa contro il nostro spirito ingannevole.
L'umiltà ci offrirà la saggezza per comprendere che quel bersaglio ci appartiene “ è già colpito colpito” ancor prima di sganciare la freccia..
Questa consapevolezza sarà come un bagliore: nell'attimo dello sgancio, nel cogliere l'occasione, toccheremo il nostro essere nel punto più profondo ed enigmatico.